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I consumatori fanno affidamento al farmacista come persona competente ed indipendente nelle sue scelte. La trasmissione svizzera tedesca «Kassensturz» scopre che molti farmacisti ricevono soldi dalle ditte farmaceutiche per promuovere e raccomandare nelle loro farmacie certi prodotti. Lo svelano documenti delle grandi catene di farmacie.

Guardate questo servizo di Patti Chiari a partire dal minuto 56.00.

Avete mal di gola, raffreddore, o dovete disinfettare una piccola ferita. In questi casi si ricorre alle automedicazioni e le medicine si acquistano in farmacia, senza ricetta medica. Si tratta di un mercato redditizio stimato in Svizzera in oltre mezzo miliardo di franchi.
Ma quando vi presentate in farmacia siete sicuri che il farmacista vi consigli il medicinale più adatto a voi? La domanda non è retorica per chi conosce gli affari di questo settore. Infatti le case farmaceutiche stipulano contratti con le farmacie per pubblicizzare determinati farmaci in vetrina. E così se si va in una farmacia che pubblicizza il prodotto X per il raffreddore, quasi sicuramente il farmacista proporrà al cliente raffreddato, guarda caso, proprio il prodotto X. A dimostrarlo un test in incognito che Patti chiari manderà in onda venerdì sera. Una pratica criticata da chi difende i pazienti e confermata da documenti confidenziali dove vengono addirittura fissati i prezzi: l’occupazione di due ripiani con un determinato farmaco, in bella vista in una importante catena di farmacie, può fruttare anche 55.000 franchi al mese. E adesso c’è chi grida allo scandalo. Insomma, la merce in farmacia non è disposta a caso, e la logica che sta dietro la vendita delle medicine non e’ molto diversa da quella di ogni altro prodotto commerciale.

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